La cooperazione territoriale europea o Interreg nell'attuale periodo di programmazione europea 2014-2020

Gli ambiti di intervento della cooperazioni territoriale europea sono molti, ma i progetti devono avere un comune denominatore: offrire soluzioni ai problemi e alle sfide che riguardano in maniera trasversale le diverse regioni dell’Unione, attraverso azioni sinergiche, condivisione di idee, scambio di buone pratiche e collaborazioni strategiche  volte a favorire la crescita e lo sviluppo dei territori.

Per l'attuale periodo di programmazione 2014-2020, per la prima volta nella storia della politica di coesione europea è stato adottato un regolamento specifico riguardante azioni di cooperazione territoriale europea sostenute dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Le azioni di cooperazione 2014-2020 sono sostenute dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) attraverso tre componenti chiave: cooperazione transfrontaliera, cooperazione transnazionale e cooperazione interregionale. Per singolo programma rientrante nell'obiettivo CTE sono definiti quali Stati Membri, regioni ed aree geografiche possono presentare proposte progettuali a valere sulle proprie risorse.

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Le proposte di regolamenti per la CTE per il prossimo periodo di programmazione europea 2021-2027

Il 2018 ha visto l’avvio del percorso a livello europeo per la programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027, iniziato il 2 maggio 2018 con la pubblicazione di un pacchetto di misure nelle quali si è delineato il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027. Successivamente, il 29 maggio 2018, sono state pubblicate le proposte regolamentari della Commissione europea, tra cui la proposta di regolamento recante disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea (Interreg)" sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno (COM (2018) 374). La Commissione europea, per il nuovo periodo di programmazione, ha proposto una serie di importanti cambiamenti, ora al vaglio del Consiglio e del Parlamento europeo. (cd. trilogo). Innanzitutto, in luogo degli 11 obiettivi tematici la Commissione propone che la nuova politica di coesione 2021-2027 concentri le risorse sui seguenti cinque obiettivi di policy:

OP 1 - Europa più “intelligente”
attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente
OP 2 - Europa più “verde” e a basse emissioni di carbonio attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi
OP 3 - Europa più “connessa” attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale tramite le tecnologie dell’informazione e della comunicazione
OP 4 - Europa più “sociale” attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, sostenendo l’occupazione, l’inclusione sociale ed un equo accesso alla sanità
OP 5 - Europa più “vicina ai cittadini” attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere e delle iniziative locali.

Nell'ambito del negoziato in corso, nella seduta del 30 novembre 2018 del Consiglio Affari Generali “Coesione” del Consiglio europeo, è stata sostanzialmente approvata la riconferma delle componenti della cooperazione territoriale europea previste per il periodo 2014-2020, posizione avvallata anche dal Parlamento europeo nella seduta del 16 gennaio 2019. Pertanto, il quadro aggiornato delle componenti è il seguente:

- Interreg A - cooperazione transfrontaliera (marittima e terrestre)
- Interreg B - cooperazione transnazionale
- Interreg C - cooperazione interregionale
- Interreg D - cooperazione delle regioni ultra-periferiche

 

Nel corso del 2020 proseguirà il confronto tecnico tra Commissione europea, Consiglio europeo e Parlamento europeo (cd. trilogo) sul pacchetto di proposte regolamentari afferenti la politica di coesione la cui approvazione è strettamente collegata all'approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, prevista entro metà o fine 2020.

 

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La cooperazione transfrontaliera (Interreg A)

A beneficiare delle risorse della cooperazione transfrontaliera (che prende il nome anche di Interreg A) sono le regioni ‘Nuts III". Nuts (sigla che abbrevia l’espressione francese “Nomenclature d'unités territoriales statistiques”) è il sistema di classificazione territoriale standardizzato a livello europeo. Nel caso dell'Italia le aree Nuts III coincidono con le Province, mentre Nuts II sono le Regioni e Nuts I le macroaree: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole.
Delle 60 aree transfrontaliere individuate in Europa, otto di queste coinvolgono l'Italia: due con la Francia (una marittima che comprende Liguria, Toscana e Sardegna e una di entroterra, che include la provincia di Torino, quella di Cuneo, quella di Imperia e la Val d’Aosta), una con l’Austria, una con la Svizzera, con la Croazia, con la Slovenia, con la Grecia e con Malta. Il concetto di area transfrontaliera per l'attuale programmazione 2014-2020 non si applica infatti solo alle regioni confinanti via terra, ma anche a quelle divise dal mare.La cooperazione transfrontaliera fra regioni limitrofe mira a promuovere lo sviluppo regionale integrato fra regioni confinanti aventi frontiere marittime e terrestri in due o più Stati membri o fra regioni confinanti in almeno uno Stato membro e un paese terzo sui confini esterni dell'Unione diversi da quelli interessati dai programmi nell'ambito degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione europea.

Di seguito i programmi di cooperazione transfrontaliera nei quali la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia è coinvolta nell'attuale periodo di programmazione:

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La cooperazione transnazionale  (Interreg B)

I programmi transnazionale (noti anche come programmi Interreg B) hanno la finalità di favorire una migliore cooperazione regionale su territori transnazionali più estesi, promuovendo approcci integrati e condivisi su problematiche comuni. I programmi di cooperazione transnazionale individuati per l’Italia riguardano quattro macro-aree principali: l’Europa centrale, il Mediterraneo, lo Spazio Alpino e l’area Adriatico-Ionica.

Di seguito i programmi di cooperazione transnazionale nei quali la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia è coinvolta nell'attuale periodo di programmazione:

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La cooperazione interregionale (Interreg C)

La cooperazione interregionale (nota come Interreg C) coinvolge tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea e mira a rafforzare l'efficacia della politica di coesione, promuovendo lo scambio di esperienze, l’individuazione e la diffusione di buone. Tale cooperazioneconsiste in un gruppo di agenzie, piuttosto che programmi di cooperazione tra specifiche aree geografiche. Sono quattro i soggetti che ne fanno parte.

Il primo è Espon: si tratta di un progetto di ricerca il cui obiettivo è fornire informazione scientifica per la pianificazione geografica europea. Coinvolge anche Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Norvegia e ha sede a Lussemburgo. 
 
Un'altra struttura è Interact, una agenzia che offre “servizi e prodotti a sostegno dei programmi di cooperazione”, in particolare consulenza per la realizzazione di progetti e attività di monitoraggio della loro esecuzione, soprattutto per quanto riguarda la gestione finanziaria. Questa dispone di 39,4 milioni di euro di finanziamento comunitario, a cui si aggiungono 6,9 milioni di cofinanziamenti nazionali.
 
Un altro organismo è Interreg Europe, che si occupa di sostenere gli enti locali nello sviluppo di politiche nell'ambito dei programmi di cooperazione Interreg A e B. L'agenzia dispone di un bilancio di 359 milioni di euro da risorse comunitarie per il periodo 2014-2020, a cui si aggiungono altri 67 milioni dagli Stati membri.
 
Il quarto è Urbact, che si concentra su azioni per rendere più sostenibili le politiche nelle aree urbane e più partecipativi i processi decisionali. Per questo settennato ha un budget di 74,3 milioni di euro, a cui si aggiungono fondi nazionali per 22 milioni.
 

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