L’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 stabilisce i contenuti generali del Piano regionale di gestione dei rifiuti ed assegna alle Regioni la competenza nella sua predisposizione ed adozione nonché l’obbligo del suo aggiornamento almeno ogni sei anni.

La Regione, a partire dall’approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, di cui al decreto del Presidente della Regione 31 dicembre 2012, n. 0278/Pres. , e a seguire con l’entrata in vigore della legge regionale 15 aprile 2016, n. 5 “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani” e della legge regionale 20 ottobre 2017, n. 34 “Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare”, ha definito una chiara linea di indirizzo nella gestione dei rifiuti sul territorio regionale. Tale visione nasce dall’attuazione dei criteri comunitari di priorità nella gestione dei rifiuti, recepiti a livello nazionale dall’articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, e dallo sviluppo a livello locale di politiche di economia circolare. La rinnovata visione della gestione dei rifiuti urbani in regione deriva anche dall’affermarsi di un cambiamento culturale nell’approccio alla questione attinente ai rifiuti, che considera gli stessi non più come elementi di cui liberarsi, ma come risorse da riutilizzare e da recuperare, limitando lo sfruttamento di materie prime e minimizzando gli impatti ambientali dovuti alla loro gestione.

Con la recente direttiva 2018/851/CE , che modifica la direttiva 2008/98/CE la Comunità europea chiede agli Stati membri di migliorare la gestione dei rifiuti, affinché sia trasformata in una gestione sostenibile dei materiali per salvaguardare, tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, proteggere la salute umana, garantire un utilizzo accorto, efficiente e razionale delle risorse naturali, promuovere i principi dell’economia circolare, intensificare l’u so delle energie rinnovabili, incrementare l’e fficienza energetica, ridurre la dipendenza dalle risorse importate, fornire nuove opportunità economiche e contribuire alla competitività nel lungo termine.

L’attuazione di un’autentica economia circolare è uno dei capisaldi della direttiva, secondo la quale è necessario adottare misure aggiuntive sulla produzione e il consumo sostenibili, concentrandosi sull’intero ciclo di vita dei prodotti in modo da preservare le risorse e fungere da “anello mancante”.

Il piano, pertanto, si pone in continuità con quello precedente, in quanto considera l’intero ciclo di gestione dei rifiuti urbani, dalla produzione, alla raccolta e trasporto, al recupero di materia e di energia e allo smaltimento finale, al fine di individuare gli interventi volti alla limitazione della produzione, nonché le azioni idonee a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, avendo però come fine primario lo sviluppo concreto di un’economia circolare sul territorio regionale.

Il piano nasce dall’impegno della Regione a offrire soluzioni sostenibili per ottenere il raggiungimento dei valori e degli obiettivi indicati dalle norme statali e regionali e costituisce lo strumento messo a disposizione dell’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti – AUSIR, istituita dalla legge regionale 5/2016, che ha il compito di redarre il Piano d’ambito e di affidare la gestione dei rifiuti urbani nell’ambito territoriale regionale ottimale.

Con delibera di Giunta regionale 30 novembre 2018, n. 2279 , pubblicata sul BUR n. 51 del 19 dicembre 2018, è stato avviato il procedimento di valutazione ambientale strategica del “ Progetto di Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani - Aggiornamento 2019–2024” e sono state definite le relative modalità operative.